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Il Pistacchio Valle del Platani

La pianta del pistacchio appartiene alla famiglia delle Anacardiaceae, può raggiungere un’altezza che può superare i dieci metri ed è originaria del Medio Oriente; il suo nome scientifico è “Pistacia vera“.

Il frutto del pistacchio è un frutto secco dal caratteristico colore verde ed è racchiuso in un guscio rigido dall’aspetto legnoso; in commercio si possono trovare freschi oppure tostati e si prestano, oltre ad essere consumati direttamente, per la preparazione di altri alimenti, tra cui i gelati.

I principali paesi produttori di pistacchi sono l’Iran, la California e la Turchia; in Italia viene coltivato con successo in Sicilia dove troviamo i rinomati pistacchi della Valle del Platani, vasto territorio in provincia di Agrigento.

 

Composizione ChimicaDSC02739

I pistacchi sono costituiti per il 3,9% da acqua, per il 20% da proteine, 27% da carboidrati, 3% da ceneri, 10% da fibre,  7,60 da zuccheri e per l’1,5% da amido, acidi grassi monoinsaturi 24 g su 100 grammi.

Discreta la presenza di minerali, tra cui annoveriamo: calcio, fosforo, potassio, ferro, zinco, magnesio, manganese, fluoro e rame.

Per quanto riguarda le vitamine troviamo la vitamina A, le vitamine B1, B2, B3, B5, B6, la vitamina C e la vitamina E.

Sul fronte degli aminoacidi l’argininal’acido aspartico e l’acido glutammico sono quelli presenti in maggior quantità, a seguire troviamo la fenilalanina, la serina e la valina.

 

Proprietà Curative e Benefici dei Pistacchi

Come tutta la frutta secca il pistacchio è in grado di favorire l’abbassamento della percentuale di colesterolo nel sangue riducendo così il rischio di malattie cardiovascolari; infatti la maggior parte dei grassi contenuti nei pistacchi sono monoinsaturi, che a differenza dei grassi saturi contenuti nelle carni rosse, hanno effetti benefici sul fronte della riduzione del colesterolo “cattivo”.

Grazie al suo contenuto di vitamina A, di ferro e di fosforo, il pistacchio è un alimento molto indicato come ricostituente del sistema nervoso e sempre grazie alle proprietà di molte sostanze contenute nel pistacchio, come ad esempio gli isoflavoni ed alcuni acidi organici, l’organismo umano, tramite l’assunzione di pistacchi,  è in grado di rafforzare le proprie difese nei confronti degli attacchi dei tanto temuti radicali liberi.

Il pistacchio contiene polifenoli con proprietà antiossidanti ed è stato dimostrato, tramite sperimentazione, la sua capacità di lenire le infiammazioni, di combattere i batteri e i funghi.

Secondo le ultime ricerche condotte dalla American Association for Cancer Research Frontiers, pare che mangiare una ventina di pistacchi al giorno contribuirebbe a ridurre il rischio di insorgenza del tumore al polmone.

 

Il Pistacchio verde Valle del Platani

 Il pistacchio prodotto in questa provincia siciliana presenta della caratteristiche che lo distinguono sia per la qualità, sia per la grandezza, dagli altri tipi di pistacchio prodotti nelle altre parti del mondo; il suo sapore quando fresco è estremamente gradevole, è un frutto molto pregiato che riscontra una grande approvazione anche all’estero dove viene esportato, soprattutto nei paesi europei e nel Giappone grazie alle sue notevoli dimensioni e all’intensa colorazione verde.

Le Calorie del Pistacchio

Tra tutta la frutta secca il pistacchio è quella che fornisce il maggior apporto calorico; infatti ogni 100 grammi di parte edibile si hanno 680 calorie rese.

Curiosità sul Pistacchio

Il pistacchio è molto indicato per chi si mette a dieta; infatti contenendo una buona percentuale di fibre e proteine ed essendo molto nutriente, è in grado di calmare a lungo l’appetito permettendo così di mangiare meno durante il pasto che ne segue. Un sinonimo di freschezza, quando si acquistano pistacchi, è dovuto al suo peso; se il pistacchio è pesante significa che è fresco. Infatti quando il pistacchio invecchia secca e perde peso.

Per quanto riguarda la conservazione i pistacchi si possono conservare fino a sei mesi, meglio se in un vaso chiuso ed in un luogo asciutto.

Strano ma vero, esiste una società, la Western Pistachio Association, che da tempo promuove le proprietà ed i benefici del pistacchio.

Da esperimenti condotti sui topi con olio di pistacchio, è stato dimostrato come quest’ultimo abbia un ruolo attivo nel combattere le infezioni. In Cina il pistacchio viene anche chiamato ” il seme felice “, mentre in Iran viene chiamato ” il seme che sorride “; è uno dei due semi con guscio che vengono nominati nella Bibbia.

I semi del pistacchio maturano di norma alla fine dell’estate; la loro maturazione è “segnalata” dall’apertura parziale del guscio.

Uno degli usi più comuni del pistacchio è quello di inserirlo nell’impasto per la preparazione della mortadella.

La pianta del pistacchio fruttifica solo diversi anni dopo la sua messa a dimora.

  

UN PO’ DI STORIA DEL NOSTRO PISTACCHIO

Furono gli Arabi, strappando la Sicilia ai Bizantini, a promuovere e a diffondere la cultura del pistacchio nell’isola e, a conferma di ciò, basta considerare l’affinità etimologica del nome dialettale dato al pistacchio col corrispondente termine arabo. “Frastuca” il frutto e “Frastucara” la pianta derivano infatti dai termini arabi “fristach”, “frastuch” e “festuch” derivati a loro volta dalla voce persiana “fistich”.

La specie ha avuto particolare sviluppo a partire dalla seconda meta’ dell’Ottocento nelle province di Caltanissetta, Catania e Agrigento.
In quest’ultima, attraversata dal fiume platani, conobbe la massima espansione tanto che nel 1860 interi pascoli e terreni incolti furono trasformati in pistacchieti e la pianta coltivata divenne il fulcro di tutto il sistema agricolo ed economico dell’area.
Proveniente per alcuni da Psitacco, città della Siria o, secondo altri dall’Asia minore o dal Turkestan, quest’albero contorto, dalla corteccia rossiccia, che diventa grigia quando la pianta e’ adulta, era gia’ nota agli ebrei.
Infatti, il pistacchio è citato nella Genesi cap.XLIII v.11, fra i doni che Giacobbe invio’ al faraone nel 1802 a.C.: “Prendete con voi dei migliori prodotti di questa terra, dice Giacobbe ai figli, e portateli in regalo a quel signore: un po’ di resina, di miele, di storace, di mirra, di pistacchio e di mandorle”.
Avicenna, considerato l’Ippocrate e l’Aristotele dell’oriente musulmano, nel suo “Canone della medicina” lo prescriveva contro le malattie del fegato e lo definiva afrodisiaco.

Fra Jacopo d’Acqui, primo biografo di Marco Polo e suo contemporaneo, descrive stupefacenti pietanze al pistacchio assaggiate dal viaggiatore veneziano nel suo viaggio meraviglioso verso il Catai.
Baldassarre Pisanelli nel “Trattato de’ cibi e del bere”, (Torino 1612), alla voce “Pistacchi” e tra i giovamenti scrive: “Levano meravigliosamente le opilationi del fegato, purgano il petto e le reni, fortificano lo stomaco, cacciano la nausea, rimediano al morso di serpenti…. “.
Castore Durante Da Gualdo nel “Tesoro della sanità”, (Venezia 1646), sottolinea le virtu’ citate dal Pisanelli ma raccomanda anche che e’ bene mangiare pistacchi: “… nel fin o nel principio del pasto” e che il frutto raccolto da “…arbori vecchi e sia fresco e verdeggiante, e’ migliore delle amandole…”.
Nel “Trattato degli alimenti e della maniera di conservarli lungamente in sanita’” (Venezia 1705), M. Lemeri consiglia il verde frutto perche’ ” …li pistacchi sono umettanti e pettorali, fortificano lo stomaco, eccitano l’appetito, sono aperitivi e molto utili alle persone magre…. Eccitano gli ardori di Venere e accrescono l’umore feminale, perchè eccitano una dolce fermentazione del sangue”.


1 Commento

  1. Maurizio VINTI

    Rivedete la composizione chimica. I carboidrati sono segnati due volte e manca la quantità di grassi monoinsaturi (anche in forma di oli).

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